Il fascino di Trieste una città da amare

Il fascino di Trieste una città da amare

di Giuseppe Cerasa e Enzo D’Antona

Ci sono poche città italiane depositarie di storia e dignità che si prestano ad una esposizione totale nella vetrina della comunicazione. Città fiere, ricche di fascino, attraversate dagli eventi che alla fine sono riuscite a dominare e a indirizzare verso un futuro di chiaro stampo europeo. Città dove l’incontro di opinioni e di pacchetti culturali differenti ha prodotto ricchezza esaltando il fascino della diversità.

 

Diciamo allora città simbolo, città di frontiera, città della memoria, città di sofisticate linee di architettura, città di rara eleganza. Città come Trieste. Repubblica ormai da anni è abituata a fare guide regionali. Da poche settimane è uscita la seconda edizione di quella dedicata al Friuli Venezia Giulia. Un prodotto completo e innovativo che ha bissato il successo registrato lo scorso anno. Non ci eravamo mai avventurati sul terreno delle guide solo città, filone interessante in una Italia così diversa, ma difficilmente realizzabile.

 

Lo facciamo ora assieme noi di Repubblica e noi del Piccolo . E questo perché Trieste ci ha ispirato, i suoi sapori, i suoi colori, i suoi abitanti, i suoi negozi, i suoi buffet, le sue osmize, i suoi ristoranti, i suoi alberghi, il suo stile mitteleuropeo che ancora si avverte per strada, ci hanno convinto che l’operazione andava tentata. Ed ecco questa guida che abbiamo voluto dedicare alle bellezze di questa città ma anche ad una delle manifestazioni più sentite dai triestini, la Barcolana, orgoglio di un popolo che ha col mare
un rapporto completo ed eterno, capace di rinverdire i fasti del passato e di trasformare questo estremo lembo d’Italia per dieci giorni in gioiosa capitale europea della vela. Abbiamo dunque voluto una guida prototipo in Italia, replicabile altrove ci auguriamo, che va a stravolgere i canoni classici dei volumi
prodotti finora. Per questo si è pensato di dare ampio spazio al caffè i cui profumi, la cui storia, il cui commercio si sono intrecciati da decenni con l’anima di Trieste fino a diventarne uno dei suoi simboli vincenti. E ancora ci siamo divertiti a raccontare i segreti della città disegnando degli itinerari che ci hanno portato da Borgo Teresiano a Ponterosso, dal Colle di San Giusto alla Cittavecchia, dalla Piccola Parigi a San Giovanni, dalle Rive all’Obelisco ad Opicina, dalla città asburgica al porto vecchio.

 

Angoli di Trieste pieni di ristoranti di charme, di trattorie, di locali per giovani, di luoghi per aperitivi, di negozi del gusto, quei corner che lasciano perennemente impresso nella memoria il ricordo di una città unica. Ma non ci siamo limitati a questo. Abbiamo voluto tratteggiare anche degli itinerari di confine che possano consentire di allungare la permanenza in città andando a fare in contemporanea piccole  escursioni in Slovenia, in Croazia, in Carinzia. Un modo per rompere le barriere che la storia e la voglia di vacanze si sono incaricati di ridurre e quasi annullare, restituendo centralità ad una città che non ha mai perso la sua vocazione e i suoi legami mitteleuropei.


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