Abruzzo tra passato e presente

Abruzzo tra passato e presente

 

di Giuseppe Cerasa

C’è una storia che è stampata indelebilmente nei geni della gente d’Abruzzo. È la storia dei tratturi, è la storia di un’altra epoca (sembrano passati secoli, non è vero?), di quando la gente viveva di stenti, di lunghe attraversate e di quando il proprio futuro era legato fortemente al passato, al mantenimento di riti, di tradizioni agganciate alla terra, alle storie della campagna.

Modi di vita durissimi ma veri, pieni di vampate di gioia autentica, con un solidissimo cordone identitario che assicurava la solidità di un popolo, di una comunità, di una tribù. Adesso che quegli anni sono stati consegnati ai libri di storia, noi abbiamo deciso di fare un passo indietro e abbiamo voluto ripercorrere la strada dei tratturi per offrire un omaggio alla storia d’Abruzzo, ma anche per scoprire come queste vie di comunicazioni antiche e pastorali si sono trasformate in occasioni di sviluppo e di amore per il proprio territorio, per la propria storia.

Ecco perché, grazie alla passione della nostra Sara Sbaffi, gli itinerari dei tratturi sono diventati la parte saliente delle novità raccolte quest’anno dalla guida di Repubblica. Una guida che non è solo dei ristoranti, ma che abbiamo deciso di dedicare ai piaceri e ai sapori dell’intera regione, dei suoi parchi, del suo mare, delle sue campagne, dei suoi borghi antichi, ai quali sono riservate delle perle di autentico amore. Attorno ai tratturi gravitava comunque un mondo che parecchi ancora non conoscono e che proietta la regione verso un modo nuovo di declinare il futuro. E questo si aggiunge a tutte le innovazioni che sono sopravvenute nel campo del vino, della coltivazione delle piante di olivo e di tutti i prodotti tipici regionali (pensate solo alla pasta
che ha invaso i mercati di tutto il mondo con sapore imbattibile).

Pensate alle tante aziende che producono liquori, pensate ai cammini d’Abruzzo, un modo nuovo e antico per scoprire la regione. Queste sono le bellezze d’Abruzzo e ne segnano la cucina, da quella di mare a quella contadina delle zone della Maiella e del Gran Sasso. Di quel mondo contadino semplificato e sintetizzato nella storia dei tratturi adesso non resta quasi più nulla, ma rimane intatta la voglia di scommettere sul futuro, la voglia e la sfida che la nostra guida raccoglie anno dopo anno, sicuri come siamo di fare un servizio a chi vive con intensità la propria storia e il proprio territorio.
Buona lettura.

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